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  Inserito in data: 10/10/2005 10:35:28  
   
Il mal di testa
 
Intervista al Professor LUIGI ABERTO PINI
neurologo del Centro Cefalee - Azienda ospedaliera Policlinico di Modena; docente dell'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia

IL MAL DI TESTA NON E’ TUTTO UGUALE: QUALI SONO I TIPI PlÙ DIFFUSI?

Innanzitutto bisogna distinguere tra cefalee primarie, nelle quali il mal di testa è la vera e propria malattia, e secondarie, nelle quali il dolore insorge a causa di un fattore specifico (per esempio, una notte insonne, un'indigestione, un trauma) o per la presenza di un altro disturbo (occasionale, come un'influenza, o cronico, come l'artrosi cervicale). All'interno della categoria delle cefalee primarie esistono poi forme differenti: in particolare, l'emicrania, le cefalee tensive e quelle "a grappolo", così definite per il fatto che gli attacchi si concentrano soltanto in certi periodi. A soffrire di emicrania è circa una persona su dieci, con una frequenza doppia per le donne rispetto agli uomini, mentre la cefalea a grappolo, decisamente più rara, colpisce una persona su mille. Se si considerano più in generale gli attacchi di mal di testa risulta però subito evidente che si tratta di un problema molto comune, con il quale tutti si trovano a dover fare i conti una o più volte nel corso della vita.

CI SONO PERSONE PREDISPOSTE A SOFFRIRE DI MAL DI TESTA?

Si, nel caso dell'emicrania per esempio è molto importante la familiarità, basata almeno in parte su fattori genetici. Se si hanno parenti che soffrono di emicrania è dunque più probabile esserne colpiti in qualche momento della vita. Lo stesso vale per la cefalea a grappolo, ma in questo caso la relazione è meno netta.

POSSONO ESSERNE COLPITI ANCHE I BAMBINI?

Gli studi condotti sui bambini hanno dimostrato che nell'infanzia possono manifestarsi tutte le forme di cefalea tipiche degli adulti, con una prevalen­za delle forme di tipo tensivo. Le forme a grappolo però sono rarissime e di solito compaiono a partire dall'adolescenza.

QUANDO SI PUO' RICORRERE ALL’AUTOCURA?

Per curarsi da soli in modo sicuro ed efficace è indispensabile sapere esattamente di che cosa si soffre, ovvero avere una diagnosi corretta. Per il mal di testa, così come per un qualunque altro disturbo che si presenta per la prima volta, è dunque fondamentale rivolgersi al medico. Nel caso dei bambini, il parere esperto del pediatra diventa ancora più importante perché è molto difficile per i genitori capire di che cosa si tratta dalle parole del piccolo. Stabilita la natura e il tipo di cefalea e definita un'adeguata linea di comportamento, l'autocura dovrebbe diventare la regola, dal momento che non è pensabile di rivolgersi al medico per gestire ogni singolo attacco di mal di testa. In sintesi, l'autocura va bene, l'autodiagnosi no.

QUALI I FARMACI PIU’ INDICATI?

Esistono diverse categorie di farmaci efficaci per contrastare la cefalea, che vanno scelti caso per caso soprattutto in base alla risposta del paziente. Il primo approccio prevedeil ricorso a principi analgesici e antinfiammatori, come per esempio acido acetilsalicilico, ibuprofene e paracetamolo, che risultano efficaci nella stragrande maggioranza dei casi contro le cefalee sia primarie, sia secondarie. L'acido acetilsalicilico si è dimostrato utile anche in forme emicraniche pure, nelle cefalee tensive e in alcuni casi anche in quelle "a grappolo", particolarmente difficili da alleviare. Altri farmaci importanti contro le cefalee primarie cro­niche sono i triptani. Quanto detto vale, però, per gli adulti.

ESISTONO SISTEMI EFFICACI PER EVITARE GLI ATTACCHI E RENDERLI MENO FASTIDIOSI?

Il mal di testa è un disturbo molto "personale": ciascuno deve quindi imparare a capire quali sono i comportamenti e le situazioni che ne favoriscono l'insorgenza ed evitarli. Quando l'attacco si presenta esistono invece alcune regole valide per tutti. La prima è stare in un ambiente tranquillo, silenzioso, con poca luce e con una temperatura confortevole. La seconda è fare quel che ci si sente, senza stare a badare a consigli di parenti e amici: sdraiarsi se si vuoi riposare, uscire a passeggiare se si deve allentare la tensione.

FONTE: Sapere & Salute

 
 
 
 
 
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