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  Inserito in data: 29/09/2014 17:52:08  
   
Osteoporosi, un terzo delle donne a rischio
 
Calcio questo sconosciuto.
Soprattutto tra il popolo femminile. Con non pochi rischi sulla qualità della vita e della mobilità. Gli esperti mettono sull’allarme: una donna su tre può andare incontro a una frattura nel corso della sua vita.

E questo avviene perché col passare degli aumenta progressivamente il livello di osteoporosi. Cioè di quella condizione nella quale lo scheletro è soggetto alla perdita di massa ossea con conseguente aumento della fragilità e predisposizione alle fratture. Stando agli ultimi dati colpisce tra il 35 e il 40 per cento delle femmine. Mentre soltanto il 10 per cento dei maschi soffre del problema. Non a caso Andrea Fabbri, professore associato di endocrinologia all’università Tor Vergata di Roma, fa notare: “In genere questa patologia emerge dopo la menopausa, ma la sua incidenza è legata alla quantità di massa ossea che una donna ha accumulato nel corso della vita. Quindi per curarla bisogna incidere sugli stili di vita a partire dall'infanzia”.
E le soluzioni sono più facili di quanto si possa pensare.

“Ad esempio”, spiega il professor Fabbri, “bisognerebbe assumere ogni giorno 800-1.000 milligrammi di calcio, una dose da aumentare a 1.500 milligrammi dopo la menopausa”. Da tenere sotto controllo anche l'eccessiva perdita di peso. Fabbri, che è anche primario di endocrinologia e diabetologia presso l'ospedale Sant’Eugenio di Roma, ricorda che “perdere il ciclo mestruale comporta una perdita di ossa, e un forte dimagrimento può far scomparire il ciclo come nel caso dell'anoressia nervosa. Per prevenire l'osteoporosi non si deve quindi trascurare l'alimentazione, e per chi avesse problemi di colesterolo c’è una validissima alternativa: le acque bicarbonato calciche a residuo fisso medio alto”. Sempre nell’ottica della prevenzione, gli esperti ricordano che accanto a una dieta equilibrata si dovrebbe fare tanta attività fisica. Infatti “ka donna dopo la menopausa deve praticare almeno 30 minuti di sport al giorno, magari all'area aperta, perché il sole stimola la produzione di vitamina D importantissima per le ossa".

Da notare che oltre alla Moc esistono anche altre tipologie di indagini, come delle analisi del sangue specifiche per verificare la presenza di vitamina D. Conclude il professor Fabbri: "In Italia ne sono carenti 8 donne su 10, tanto che in Veneto è stata introdotta una sorta di vaccinazione autunnale per la somministrazione di una dose annuale di vitamina D. Una cosa a cui non si pensa ma molto importante per gli anziani che oltre a una carenza ossea presentano anche una carenza muscolare, e la vitamina D migliora pure i tessuti. Perché controllarsi risulta doveroso: nel nostro Paese un quarto delle donne o degli uomini con fratture al femore rischiano di morire per complicanze nell'anno che segue, mentre un altro quarto rischia di incorrere in un'ulteriore frattura”.

 
 
 
 
 
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